A 1448 metri slm e ai piedi del Sassolungo e del Sasso Piatto si trova Campitello, oasi di pace e di bellezza che trova rifugio tra le alte catene montuose che la circondano come se ne fosse il loro cuore.
L'abitato di Campitello deve la sua origine agli agricoltori che già dalla preistoria coltivavano i pendii e le alture che caratterizzano questa fetta di Val di Fassa e che hanno lasciato nel corso dei secoli tutta una serie di costruzioni (i Tobiè) che ancora oggi sono visibili in quanto perfettamente integrati nello sviluppo del paese.
Sicuramente la cosa che più impressiona chi arriva per la prima volta qui, è la maestosità delle cime che sovrastano l'abitato e la loro bellezza: più si sale la Val di Fassa, infatti, più le catene montuose diventano imponenti, aspre a una prima distratta vista, ma poi appena le si guarda con un po' più di attenzione si percepisce subito la pace che infondono, la protezione che danno, sembra vogliano quasi abbracciarci per renderci partecipi del loro mondo.
Tra queste vi sono sicuramente quelle del Catinaccio e del Sassolungo che racchiudono la Val Duron solcata dal Ruf (rio) Duron e un tempo importante collegamneto commerciale con l'Alpe di Siusi, il Passo Tires e quindi l'Alto Adige. Oggi questa valle è il punto di partenza per innumerevoli camminate ed escursioni di differente difficoltà che si snodano anche attorno al Col Rodella e al vicino gruppo del Sella.
In inverno, diversamente, è possibile visitare questi incantevoli panorami che sembrano disegnati da qualche incredibile pittore, sciando tra le bianche piste che solcano queste catene: da Campitello, infatti, parte una funivia (molto utile anche per le escursioni estive) che porta al Col Rodella da cui è possibile raggiungere sia la zona del Belvedere a Canazei che la Val Gardena e la Val Badia facendo il famosissimo Giro dei quattro Passi (Sella, Pordoi, Gardena, Campolongo).
Campitello però è molto attenta a tutti gli sportivi in genere e non solo agli sciatori: presso il recente centro sportivo è possibile praticare sia l'arrampicata su una parete artificiale che nulla ha da invidiare alle montagne che ha al suo fianco, che il pattinaggio oppure il golf. Molto spesso inoltre il cielo è solcato da parapendii e deltaplani che spiccano il volo dalle alture sovrastanti il paese e che poi planano, complice il vento favorevole, nelle piane lungo il fiume Avisio.
Ciò che caratterizza questo paese non è solamente la sua vocazione sportiva e turistica ma anche le profonde tradizioni che legano i suoi abitanti con il territorio: se avete la fortuna di poter trascorrere il Carnevale in Val di Fassa e soprattutto a Campitello non potrete non ammirare le particolari maschere in legno (facere, in ladino) da bel e da burt (belle e brutte) che sfileranno per il paese in una sorta di allegoria della vita. Oltre al Carnevale la cultura ladina trova posto nei molti negozi di artigianato che si alternano a quelli di sport nel centro del paese.
Più in alto rispetto al paese è poi sicuramente da visitare la Chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo che è stata ricostruita (in parte) almeno due volte: la sua peculiarità maggiore è quella di essere l'unica chiesa della Valle ad avere il campanile costrutito a torre.
Sempre sopra l'abitato, verso il Col Rodella, si trova la frazione più importante, quella di Pian. Qui sono ancora presenti forti tracce del passato contadino di Campitello: ogni casa, infatti, è accompagnata da un tobià dove venivano stipati i risultati del lavoro estivo nei lunghi e freddi inverni. Ancora oggi sono organizzate molte manifestazioni (soprattutto serali) che permettono di avvicinarsi a questo piccolo agglomerato e alla cultura di ieri che ancora serba in esso.
Particolarmente adatto per gli amanti dello sport, Campitello permette però anche agli amanti del dolce far niente di appagare il cuore con tanta bellezza e perchè no anche la pancia con i buoni ristorantini che si possono trovare qui e che propongono piatti tipici ladini davvero eccezionali e per ogni gusto...